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Per amor di chiarezza, una piccola premessa per definire la differenza
tra varianti di conio
ed "errori".
Per varianti di conio
si intendono monete che hanno subito modifiche
d'ordine grafico rispetto alla prima emissione delle stesse. Può
capitare, ad esempio, che una moneta venga emessa e dopo un po' ci si
renda conto che è stato commesso un errore (che potrebbe riguardare le
iniziali dell'incisore come i capelli del volto raffigurato o il
simbolo della Zecca o ancora un disegno sbagliato o spesso si può
anche intendere un errore di tipo estetico, come delle proporzioni
sbagliate, un discontinuo allineamento delle stelle -vedi Belgio- e
così via): a questo punto l'errore viene
volontariamente corretto ad opera
dell'incisore e viene emesso un nuovo contingente di monete con la
"variante" che corregge l'errore. Ma, cosa fondamentale, le monete del
primo tipo non vengono ritirate dalla circolazione e continuano a
circolare con corso legale. In definitiva si è trattato più che altro
di un miglioramento estetico della moneta, e nulla di più. Il loro
corso e il loro valore restano immutati.
Esempio di variante che all'epoca ha avuto
grossa risonanza è la moneta da mille lire del 1997, dove nella
cartina raffigurata sul primo tipo manca completamente l'ex Germania
Democratica, aggiunta poi nel secondo tipo (insieme alla correzione di
alcuni confini anch'essi sbagliati).
Gli errori
invece sono altra storia: questi sono sì "varianti", nel senso che
differiscono dalla moneta regolare, ma
non sono affatto voluti dalla Zecca. Sono
errori nel vero senso della parola e possono essere imputati a varie
tipologie di difetti di conio (come pressione più o meno debole nella
coniazione, rottura o usura del punzone o di parte di esso). Così
possiamo ritrovarci davanti monete con segni in più o in meno rispetto
all'originale, monete stampate su tondelli di misura diversa, monete
che riportano uno dei due lati liscio, numeri della data mancanti,
parti del disegno assenti e chi più ne ha più ne metta... La cosa
fondamentale è, però, che queste differenze non sono volute ma
fortuite (salvo la possibilità di volontarie manomissioni da parte di
truffatori con l'intento di creare dei pezzi "unici" da vendere a
prezzi unici...). Per giunta, la legge
stabilisce che ogni moneta debba
corrispondere ai requisiti del decreto ministeriale che ne ha
autorizzato la circolazione e che, quindi, anche se coniata dalla
stessa Zecca, se non corrisponde a tali requisiti
non può circolare,
ma può invece (anzi dovrebbe...) essere sequestrata ad opera della
Guardia di Finanza in quanto proprietà dello Stato. Detto questo,
vorrei aggiungere che comunque gli errori di conio, a mio personale
avviso, non hanno nessun tipo di interesse numismatico, né tantomeno
storico, culturale o artistico e vanno pertanto evitati e non presi
in considerazione (almeno da me e da chi la pensa come me...).
Esempio di errori ce ne sono a bizzeffe... Nel
caso degli euro quello più eclatante riguarda la moneta da un
centesimo italiana con il retro della moneta da due centesimi. Notizia tra
l'altro diffusa dai principali mass-media con discreto clamore, a
discapito della numismatica tutta.
Per quanto esposto, sebbene io stesso abbia reperito notevole
materiale sui già numerosi errori riscontrati nelle monete in euro,
non ho ritenuto di prendere in considerazione l'argomento e di creare
quindi una sezione dedicata agli errori, ma solo di trattare le
varianti.
Di seguito
sono riassunte le varianti a tutt'oggi conosciute (almeno da me). Se avete
notizia di ulteriori varianti o avete da suggerire integrazioni o
rettifiche scrivete pure all'indirizzo
eurocoins@gpeppi.com. |

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Italia
Moneta: 10 cent del 2002
Descrizione varianti: queste varianti sono relative alle iniziali
dell'incisore CM (Claudia Momoni).
Nel primo tipo
(A), quello
presumibilmente più vecchio, la lettera C è leggermente più grande della M ed è sfalsata verso il
basso.
Nel secondo tipo
(B) le due lettere sono di eguale dimensione e
collocate perfettamente l'una accanto all'altra.
Nel terzo tipo (C), le lettere sono egualmente della stessa dimensione
ed allineate, ma la parte superiore della lettera M è più "aperta" e
"schiacciata" rispetto al tipo B.
Rarità: da quanto ho potuto personalmente constatare, il tipo A sembra essere più raro del
tipo B, ma comunque
molto comune. Per il tipo C non ho ancora notizie precise sulla sua
rarità.
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Belgio
Moneta: 1 cent del 1999
Descrizione variante: nel primo tipo abbiamo le stelle
leggermente più grandi e alcune di esse toccano il cerchio interno;
inoltre il numero 1 della data è leggermente più grande dei numeri
999. Il secondo tipo, invece, ha le stelle di dimensioni più piccole,
uniformi e sempre ben distinte dal cerchio interno; inoltre i numeri
della data sono tutti di eguale dimensione.
Rarità: non accertato, sembra che siano entrambi comuni.
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Austria
Moneta: 2 euro del 2002
Descrizione variante: il primo tipo reca sul bordo l'iscrizione
“2 EURO ***”, riportata quattro volte a orientazione alternata dal
basso in alto e dall’alto in basso. Il secondo tipo, invece, manca
completamente della scritta "EURO" e riporta solo l'iscrizione “2 *
*”, riportata sei volte sempre a orientazione alternata dal basso in
alto e dall’alto in basso
Rarità: il secondo tipo pare sia raro.
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