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Varianti di conio

 Austria

 Belgio

 Finlandia

 Francia

 Germania

 Grecia

 Irlanda

 Italia

 Lussemburgo

 Principato di Monaco

 Paesi Bassi

 Portogallo

 Repubblica di San Marino

 Spagna

 Città del Vaticano

Per amor di chiarezza, una piccola premessa per definire la differenza tra varianti di conio ed "errori".

Per varianti di conio si intendono monete che hanno subito modifiche d'ordine grafico rispetto alla prima emissione delle stesse. Può capitare, ad esempio, che una moneta venga emessa e dopo un po' ci si renda conto che è stato commesso un errore (che potrebbe riguardare le iniziali dell'incisore come i capelli del volto raffigurato o il simbolo della Zecca o ancora un disegno sbagliato o spesso si può anche intendere un errore di tipo estetico, come delle proporzioni sbagliate, un discontinuo allineamento delle stelle -vedi Belgio- e così via): a questo punto l'errore viene volontariamente corretto ad opera dell'incisore e viene emesso un nuovo contingente di monete con la "variante" che corregge l'errore. Ma, cosa fondamentale, le monete del primo tipo non vengono ritirate dalla circolazione e continuano a circolare con corso legale. In definitiva si è trattato più che altro di un miglioramento estetico della moneta, e nulla di più. Il loro corso e il loro valore restano immutati.

Esempio di variante che all'epoca ha avuto grossa risonanza è la moneta da mille lire del 1997, dove nella cartina raffigurata sul primo tipo manca completamente l'ex Germania Democratica, aggiunta poi nel secondo tipo (insieme alla correzione di alcuni confini anch'essi sbagliati).

Gli errori invece sono altra storia: questi sono sì "varianti", nel senso che differiscono dalla moneta regolare, ma non sono affatto voluti dalla Zecca. Sono errori nel vero senso della parola e possono essere imputati a varie tipologie di difetti di conio (come pressione più o meno debole nella coniazione, rottura o usura del punzone o di parte di esso). Così possiamo ritrovarci davanti monete con segni in più o in meno rispetto all'originale, monete stampate su tondelli di misura diversa, monete che riportano uno dei due lati liscio, numeri della data mancanti, parti del disegno assenti e chi più ne ha più ne metta... La cosa fondamentale è, però, che queste differenze non sono volute ma fortuite (salvo la possibilità di volontarie manomissioni da parte di truffatori con l'intento di creare dei pezzi "unici" da vendere a prezzi unici...). Per giunta, la legge stabilisce che ogni moneta debba corrispondere ai requisiti del decreto ministeriale che ne ha autorizzato la circolazione e che, quindi, anche se coniata dalla stessa Zecca, se non corrisponde a tali requisiti non può circolare, ma può invece (anzi dovrebbe...) essere sequestrata ad opera della Guardia di Finanza in quanto proprietà dello Stato. Detto questo, vorrei aggiungere che comunque gli errori di conio, a mio personale avviso, non hanno nessun tipo di interesse numismatico, né tantomeno storico, culturale o artistico e vanno pertanto evitati e non presi in considerazione (almeno da me e da chi la pensa come me...).

Esempio di errori ce ne sono a bizzeffe... Nel caso degli euro quello più eclatante riguarda la moneta da un centesimo italiana con il retro della moneta da due centesimi. Notizia tra l'altro diffusa dai principali mass-media con discreto clamore, a discapito della numismatica tutta.

Per quanto esposto, sebbene io stesso abbia reperito notevole materiale sui già numerosi errori riscontrati nelle monete in euro, non ho ritenuto di prendere in considerazione l'argomento e di creare quindi una sezione dedicata agli errori, ma solo di trattare le varianti.

Di seguito sono riassunte le varianti a tutt'oggi conosciute (almeno da me). Se avete notizia di ulteriori varianti o avete da suggerire integrazioni o rettifiche scrivete pure all'indirizzo eurocoins@gpeppi.com.

 

Italia

Moneta: 10 cent del 2002
Descrizione varianti: queste varianti sono relative alle iniziali dell'incisore CM (Claudia Momoni).

Nel primo tipo (A), quello presumibilmente più vecchio, la lettera C è leggermente più grande della M ed è sfalsata verso il basso.

Nel secondo tipo (B) le due lettere sono di eguale dimensione e collocate perfettamente l'una accanto all'altra.

Nel terzo tipo (C), le lettere sono egualmente della stessa dimensione ed allineate, ma la parte superiore della lettera M è più "aperta" e "schiacciata" rispetto al tipo B.

Rarità: da quanto ho potuto personalmente constatare, il tipo A sembra essere più raro del tipo B, ma comunque molto comune. Per il tipo C non ho ancora notizie precise sulla sua rarità.


Belgio

Moneta: 1 cent del 1999
Descrizione variante: nel primo tipo abbiamo le stelle leggermente più grandi e alcune di esse toccano il cerchio interno; inoltre il numero 1 della data è leggermente più grande dei numeri 999. Il secondo tipo, invece, ha le stelle di dimensioni più piccole, uniformi e sempre ben distinte dal cerchio interno; inoltre i numeri della data sono tutti di eguale dimensione.

Rarità: non accertato, sembra che siano entrambi comuni.


Austria

Moneta: 2 euro del 2002
Descrizione variante: il primo tipo reca sul bordo l'iscrizione “2 EURO ***”, riportata quattro volte a orientazione alternata dal basso in alto e dall’alto in basso. Il secondo tipo, invece, manca completamente della scritta "EURO" e riporta solo l'iscrizione “2 * *”, riportata sei volte sempre a orientazione alternata dal basso in alto e dall’alto in basso

Rarità: il secondo tipo pare sia raro.


Lussemburgo

Moneta: 2 euro del 2002
Descrizione variante:

- nel tipo A le stelle sono leggermente più grandi e  alcune di esse toccano il cerchio interno (soprattutto quella a ore 7.00);
- nel tipo B le stelle sono di dimensioni più piccole, uniformi e sempre ben distinte dal cerchio interno.
Rarità: non accertata.


Portogallo

Moneta: 1 euro del 2002
Descrizione variante: la differenza riguarda il bordo della moneta. Nel primo tipo abbiamo un numero di zigrinature "regolare", cioè pari a 29. Nel secondo tipo, invece, ne sono presenti solo 28.

Rarità: non accertata.


 

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ultimo aggiornamento: venerdì 17 ottobre 2003 alle ore 20:33